Insulina….

Pubblicato: giugno 15, 2013 in Body Building, Doping
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insulina_h_partbL’insulina è di importanza vitale per svariati aspetti connessi all’immagazzinamento e al metabolismo delle sostanze nutritive. È richiesta per l’assorbimento del glucosio da parte delle cellule ed aiuta il passaggio degli aminoacidi all’interno dei muscoli. Favorisce l’attività del glicogeno sintetasi, un enzima che limita il ritmo della sintesi del glicogeno. Tra gli effetti meno desiderabili, l’insulina è l’ormone più potente nell’induzione della sintesi dell’adipe. I bodybuilder, come pure altri atleti, usano l’insulina per vari motivi. Uno è che permette di ripristinare rapidamente i depositi muscolari di glicogeno e ciò aumenta le energie a disposizione e la pienezza dei muscoli. Il suo ruolo nell’assimilazione degli aminoacidi è cruciale in quanto gli aminoacidi sono utilizzati per le reazioni che rientrano nel processo di sintesi delle proteine muscolari. Inoltre l’insulina ha un effetto anticatabolico a livello del tessuto muscolare e previene che ne venga sacrificata una quantità eccessiva.Si aggiunge poi il fatto che l’insulina agisce in sinergia con altri ormoni anabolici quali il testosterone e l’ormone della crescita. Anzi, la combinazione di questi tre ormoni è alla base delle enormi masse muscolari dei bodybuilder professionisti attuali. I tre ormoni amplificano gli effetti anabolici l’uno dell’altro. Purtroppo la medesima combinazione è anche motivo dell’addome dilatato tanto frequente oggi sui palchi di gara. Sembra che usare insieme insulina e IGF-1 (per il GH assunto) comporti un ingrossamento dei visceri ed un ispessimento della muscolatura della parete addominale. Varie forme di insulina possono essere acquistate senza una prescrizione medica proprio per facilitare i pazienti diabetici. Gli atleti usano di preferenza due generi di insulina sintetica, entrambi prodotti per mezzo della tecnologia con DNA ricombinante: l’Humalog, una forma veloce che raggiunge il picco della concentrazione in due ore e viene smaltita dopo quattro ore, e l’Humulin-R, la quale agisce altrettanto rapidamente ma scende in 6-8 ore. L’insulina deve essere sempre e comunque iniettata perché è un polipeptide costituito da lunghe catene di aminoacidi; l’assunzione orale la renderebbe inattiva in tempi troppo rapidi. L’iniezione deve essere sottocutanea e i siti in cui si inietta vanno cambiati continuamente. Un centimetro cubo colmo di insulina equivale a 100 UI e le dosi utilizzate dai bodybuilder si aggirano, mediamente, su 1 UI ogni 6,8 kg di peso corporeo. Lo schema di assunzione che è consigliato di solito prevede di consumare un minimo di 10 g di carboidrati semplici, ad assorbimento veloce, entro 20-30 minuti dall’iniezione. Se i carboidrati non vengono consumati si può arrivare in poco tempo ad un’ipoglicemia, ossia ad un brusco abbassamento degli zuccheri nel sangue. I sintomi sono sonnolenza, torpore, fame, visione offuscata, vertigini, sudorazione, difficoltà di articolazione delle parole, incapacità a concentrarsi, formicolio a mani e piedi con altri effetti ancora. Se non vengono introdotti immediatamente degli zuccheri semplici appena si presentano tali sintomi, il cervello si trova privato della sua fonte energetica primaria (il glucosio) e può subentrare il coma. Diversi bodybuilder sono entrati in coma per un utilizzo scriteriato dell’insulina. Nel caso più recente riferito nella letteratura medica, un bodybuilder di 31 anni era entrato in coma dopo essere passato a farsi dell’insulina ad azione rapida.  In passato aveva usato la forma ad azione più lunga e pare che non fosse informato sulle differenze nei tempi di azione e sulla necessità di consumare i carboidrati semplici nei tempi e nelle quantità precise. In un altro caso un bodybuilder di 21 anni ha avuto un grave danno cerebrale sempre a causa dell’insulina.  Peter Sonksen, medico e ricercatore britannico, osserva: “Sbagliandone la somministrazione, l’insulina può uccidervi all’istante o lasciarvi come un vegetale per tutta la vita”. Per quanto riguarda i tempi di assunzione, se siete tanto intrepidi o sciocchi da volerla utilizzare, è meglio farlo appena alzati di mattina e dopo un’intensa sessione d’allenamento. In quei momenti è elevato il cortisolo, il potente ormone catabolico, e l’insulina va a contrastarne gli effetti. Dovreste sapere, comunque, che l’iperinsulinemia, ossia valori elevati dell’insulina, comporta gravi conseguenze a lungo termine per la salute oltre ai grossi pericoli immediati di cui abbiamo già parlato. Valori elevati dell’insulina promuovono un processo nel corpo conosciuto come “glicazione”, ossia il depositarsi di zuccheri nei tessuti, ritenuta una delle principali cause dell’invecchiamento. Sappiamo che i diabetici, che stiano seguendo o meno la terapia con l’insulina, invecchiano prima. Recenti studi svolti su animali mostrano che controllare per tutta la vita i valori dell’insulina può essere un passo importante per l’anti-aging e per mantenere le energie anche in età avanzata. Uno studio ha indicato che l’impiego dell’insulina favorisce l’ossidazione delle lipoproteine a bassa densità (LDL), il cosiddetto colesterolo cattivo. 6 Ciò comporterebbe l’aterosclerosi e, di conseguenza, le patologie cardiache. Un’altra ricerca mostra che dosi elevate di insulina possono portare al vasospasmo delle coronarie e, di conseguenza, all’infarto miocardico. Uno studio pubblicato all’inizio dell’anno indica la possibilità che valori elevati dell’insulina siano collegati all’insorgenza dell’Alzheimer. 8 Il meccanismo riguarda una maggiore produzione e l’inibizione della degradazione della proteina beta-amiloide che si accumula nel cervello dei malati di Alzheimer e si ritiene all’origine della malattia. È strano che invece, nei giovani, l’insulina migliori la memoria; ad ogni modo un ricercatore che ha partecipato allo studio ha affermato che “valori elevati di insulina fanno male al cervello come al corpo”. A proposito di questo, le dosi di insulina impiegate nello studio erano maggiori di quelle impiegate dai diabetici ma vicine a quelle suggerite ai bodybuilder per ottenere un effetto “anabolico”. Dovreste sapere inoltre che se siete già insensibili all’insulina perché avete una quantità eccessiva di adipe, il protocollo basato su insulina e zuccheri peggiorerà la situazione. Sarebbe come cercare di spegnere un fuoco versandoci sopra la benzina. Tenete presente che l’insulina promuove la sintesi dell’adipe attivando ogni processo corporeo che agisca in tale direzione e, al tempo stesso, disattivando la lipolisi. La lezione da imparare è che non dovete neppure pensare di usare l’insulina – a meno di non essere diabetici – e ridurre l’adipe invece per mezzo della dieta e dell’allenamento. L’insulina possiede perfino una potente azione di ritenzione dell’acqua e del sodio e questo può portare, in alcuni soggetti, ad ipertensione. Coloro che (saggiamente) preferiscono evitare un prodotto potenzialmente pericoloso come l’insulina, possono raggiungere un effetto simile (anche se meno spiccato) sulla sintesi proteica muscolare consumando una fonte proteica ad assimilazione veloce (per esempio il siero del latte) abbinata, immediatamente dopo l’allenamento, ai carboidrati semplici. La combinazione rende massima la produzione endogena di insulina e ciò aumenta l’assorbimento degli aminoacidi nei muscoli oltre a ripristinare in minor tempo il glicogeno. La cosa migliore, poi, è che non rischiate di entrare in coma.

Bibliografia
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Kamijo, Y., et al. (2000). Myocardial infarction withacute insulin poisoning. Angiology.51:689-693.8Watson, G.S., et al. (2003). Insulin increases CSF Ab42levels in normal older adults. Neurology.60:1899-1903.

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